Fabbisogno

Nonostante i recenti progressi fatti nel campo delle terapie cardiovascolari, le malattie cardiache sono ancora la principale causa di morte nel mondo e il 20% delle persone cui viene diagnosticata un’insufficienza cardiaca muore entro un anno. Le terapie attualmente disponibili hanno essenzialmente lo scopo di migliorare la vita del paziente e di rallentare la progressione della malattia, ma non sostituiscono il tessuto danneggiato che viene perso dopo un infarto miocardico acuto e di conseguenza non sono in grado di bloccare la patologia e di ripristinare il tessuto non funzionale. Per questo motivo, e’ fondamentale lo sviluppo di terapie biotecnologiche innovative per i pazienti che hanno subito un infarto miocardico e che evolveranno verso lo scompenso cardiaco.

Tecnologia proposta

Un gruppo di ricercatori dell’ICGEB ha recentemente sviluppato un’ innovativa strategia chiamata FunSel, basata sulla selezione funzionale in vivo, in condizioni di danno ischemico, di una collezione di vettori adeno-associati (AAV) che esprimono fattori secreti, al fine di identificare nuovi potenziali agenti terapeutici. Tale approccio è stato applicato in particolare per lo screening in vivo di 1200 AAV in un modello di infarto acuto e ciò ha permesso di individuare un gruppo di fattori con potenziale effetto cardioprotettivo sul tessuto miocardico infartuato. Questi fattori sono implicati in meccanismi essenziali per la protezione cardiaca, promuovono la sopravvivenza e la proliferazione dei cardiomiociti e non sono mai stati descritti in precedenza per un loro ruolo nel cuore. Essendo fattori secreti, essi potrebbero pertanto essere trasformati in farmaci biologici innovativi per il trattamento dell’infarto miocardico.

Principali vantaggi

Il progresso tecnologico offerto dalla tecnologia FunSel nell’ambito del trasferimento genico consente di condurre screening di librerie geniche direttamente in modelli animali che mimano la patologia umana, passando così da una selezione biochimica/fenotipica in vitro verso una selezione funzionale in vivo; questa procedura garantisce perciò la rilevanza biologica effettiva dei candidati terapeutici identificati nel modello di infarto miocardico acuto. La scelta di studiare fattori secreti deriva dal fatto che essi possono essere trasformati in farmaci biologici: possono essere infatti sviluppati come proteine ricombinanti e quindi somministrati al paziente senza dover ricorrere al trasferimento genico. Un altro vantaggio dell’utilizzo dei farmaci biologici rispetto ai farmaci di origine chimica deriva dal fatto che la loro azione è altamente specifica; inoltre, sono ben tollerati dall’organismo ed è meno probabile che interferiscano con i normali processi biologici. Infine, hanno una maggiore emivita rispetto ai farmaci chimici, perché il corpo umano li trattiene per un tempo più lungo prima di eliminarli.

Stadio di sviluppo

I nuovi geni candidati, identificati mediante l’analisi dell’intero secretoma con la tecnologia FunSel, sono stati testati in vitro ed in vivo per la loro azione cardioprotettiva; inoltre, è stato messo a punto un protocollo per la produzione su piccola scala delle corrispondenti proteine ricombinanti. L’obiettivo finale è quello di portare i fattori più promettenti verso l’utilizzo clinico, dopo aver valutato la loro efficacia in diversi modelli animali di danno miocardico ed aver stabilito delle procedure sia per la produzione che per la somministrazione in vivo.

Proprietà intellettuale

La tecnologia non è protetta da brevetto.

Mercato di riferimento

I potenziali destinatari dei nuovi agenti cardioprotettivi sono i pazienti con un importante danno cardiaco causato da un infarto miocardico. L’infarto del miocardio è attualmente un’emergenza medica ed è la principale causa di morte nel mondo per entrambi i sessi. Globalmente, le malattie cardiovascolari causano 12 milioni di morti ogni anno. L’infarto miocardico continua ad essere un problema significativo nei paesi industrializzati e sta diventando un problema sempre più rilevante nei paesi in via di sviluppo. L’infarto è una conseguenza della sindrome coronarica acuta (SCA); date le gravi conseguenze spesso mortali in caso di non-trattamento, l’86% dei pazienti riceve un trattamento immediato in seguito ad un evento di SCA (dati riguardati Stati Uniti, Giappone ed i cinque principali mercati europei, quali Francia, Germania, Italia, Spagna, e Regno Unito). In tutto, il 93% dei pazienti con sindrome coronarica acuta viene sottoposto ad un trattamento di prevenzione secondaria dopo il trattamento acuto che segue l’evento.

Potenziali partner

Potenziali partner del progetto sono le industrie farmaceutiche, ed in particolare quelle specializzate nello sviluppo di farmaci biotecnologici, che potrebbero supportare il gruppo dell’ICGEB nelle fasi di produzione e sperimentazione clinica dei fattori cardioprotettivi identificati.